MONICA TOSCANI
Nata a Teramo e attiva tra Roma e l’estero, è fotografa e artista visiva. La sua ricerca si concentra sulle trasformazioni del paesaggio contemporaneo. La sua pratica multimediale esplora le intersezioni tra cambiamento climatico, spopolamento e memoria dei luoghi, analizzando le tensioni tra abbandono e resistenza territoriale. Attraverso progetti di reportage, l’artista si impegna attivamente con le comunità locali per ricostruire una memoria collettiva che metta in luce le tradizioni e le strategie di sopravvivenza dei territori marginalizzati. Le sue opere sono state esposte in vari centri internazionali, tra cui il Prague Photo Festival, l’Ancienne Usine Electrique, in Svizzera, la Galleria OpenBach (Vincennes, Francia), la Casa Reale di Bastia (Corsica, Francia) e l’Istitut Français di Cultura di Napoli. Partecipa a diverse residenze d’artista in Italia e all’estero, tra cui il premio Nuovo Grand Tour, a cura dell’Istituto Italiano di Cultura di Parigi e Popularte, in Corsica.
Il progetto
Il futuro della valle attraverso lo sguardo delle donne pastore
Lozzi, Corsica, Francia, 2025. Nel villaggio di Lozzi, fino a 40 anni fa, c’erano circa 400 abitanti. Lo sviluppo delle attività ha portato i più giovani a trasferirsi in città più grandi, per studio e lavoro. Oggi sono rimasti circa 40 abitanti, per la maggioranza donne anziane, con radici ancorate alla città. “Non voglio andare a Bastia, resto qui”, ci dice Agathe, 98 anni. Ogni giorno, si reca al cimitero limitrofo, per fare visita a suo marito e i suoi parenti. La maggior parte delle case è disabitata e ci si chiede cosa ne sarà del villaggio un giorno. Un tempo le donne, mentre gli uomini transumavano a Bastia, erano protettrici del villaggio, e si occupavano di accudire gli anziani e i bambini. Oggi rimangono nonostante l’isolamento e le difficoltà del lungo inverno. L’attività commerciale più vicina si trova a 5 km, ma il legame tra gli abitanti è stretto, collaborazione e coesione sono essenziali per la sopravvivenza.
Nella valle del Niolu, di circa 600 abitanti, una delle attività principali è l’allevamento di vitelli, capre e ovini. Le attività sono gestite maggiormente da donne, che si occupano di mantenere le tradizioni e sostenere l’economia locale. Il lavoro della donna in agricoltura è sempre stato fondamentale, ma spesso invisibile, ora molte donne, con coraggio e forza, avviano attività importanti per l’economia locale. Il loro lavoro si distacca dalla produzione industriale, valorizzando la qualità del prodotto, e piccole attività indipendenti. Le donne rappresentano la forza e il coraggio della popolazione dell’entroterra che, nonostante le difficoltà del territorio, decide di restare, costruendo il presente e il futuro della valle. Il loro lavoro, tramandato da diverse generazioni, si interroga sul futuro, difficile per i cambiamenti climatici e lo spopolamento, ma possibile, grazie alla determinazione e al sostegno reciproco.
