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Alessia Cassol è nata a Milano nel 2000 e fin dai primi anni di vita ha mostrato interesse per le arti figurative. Si è diplomata all’Accademia di Belle Arti di Brera, prima in Decorazione e successivamente in Fotografia. Durante il suo percorso ha sperimentato diversi linguaggi e medium, tra cui pittura, disegno, incisione, scultura e fotografia.
La sua ricerca esplora i temi della memoria, dell’identità e del rapporto tra individuo e spazio. Il corpo e l’autoritratto diventano strumenti per indagare la percezione di sé e la costruzione dell’identità, spesso attraverso una dimensione sospesa tra realtà e immaginazione. Nelle sue opere ricorrono gli spazi domestici e familiari, la memoria dell’infanzia, la natura e il mondo animale, elementi attraverso cui costruisce narrazioni intime e talvolta surreali. La sua ricerca intreccia inoltre fotografia, storia dell’arte e letteratura, con particolare attenzione alle atmosfere ottocentesche, al tema del fantastico e alle rappresentazioni del corpo e dell’alterità.
Il progetto
L’artista da bambina nuotava tra le onde del mare alla disperata ricerca delle sirene. Desiderava ardentemente incontrarle per ammirare la rinomata bellezza. Il fascino era destato dalla loro aura seducente, spesso associata a una femminilità mostruosa. Secondo la tradizione, le sirene utilizzano le conchiglie come scrigni per custodire segreti e oggetti preziosi. La dea Afrodite nacque all’interno di una conchiglia, consacrandola a emblema di delicatezza, fecondità, amore e purificazione spirituale.
Ogni conchiglia conserva la storia dell’essere vivente che l’ha prodotta e dell’ambiente in cui è cresciuta. Si sviluppano secondo leggi matematiche immutabili che hanno incantato varie epoche, ispirando il raggiungimento di una bellezza ideale nelle arti. Esse registrano informazioni ecologiche e il loro studio consente di comprendere gli ecosistemi in cui sono vissute. La capasanta, per esempio, durante la crescita subisce le variazioni delle maree, del vento, della temperatura dell’acqua e dell’inquinamento. I fossili delle conchiglie e gli esemplari che sono stati raccolti dai nostri predecessori costituiscono un archivio della memoria ambientale. La pesca intensiva ha indebolito i mari e gli oceani, le conchiglie ci parlano di una natura non rispettata, sfruttata dall’essere umano.
