Filippo Paganini
Nato il 28 Maggio 2000 a La Spezia, Filippo Paganini è un artista che negli anni ha fatto della pittura il proprio mezzo espressivo principale. La tela è pensata come il luogo del confronto tra l’interno e l’esterno, tra il privato e il pubblico, tra l’io e l’altro. Il fulcro della ricerca artistica di Filippo risiede nella ricerca del sè, di un’idea di integrità e di totalità: partendo dall’autoanalisi, la ricerca prosegue in maniera metonimica riflettendo un sentire comune generazionale, annodandosi intorno a temi come l’estraniamento, l’isolamento e la frammentazione.
Filippo ha iniziato il proprio percorso coordinando, tra il 2017 e il 2021, il “Progetto Murales” al Liceo Parentuceli-Arzelà di Sarzana (SP), realizzando circa 15 opere pittoriche murarie, premiato poi alla “Biennale dei Giovani” di Venezia con una menzione d’onore nel 2019. Dal 2020 alla fine del 2025 ha studiato Architettura prima al Politecnico di Milano e sucessivamente in Portogallo. In questi anni Filippo ha sempre continuato a dipingere, portando avanti ricerche pittoriche personali e diverse commissioni private.
Nel 2026 ha preso parte a diverse esposizioni e progetti artistici quali: Un’esposizione collettiva a Marzo nello studio-galleria “Date studio” a Vienna; un’esposizione personale, tenutasi a Luglio nello spazio culturale torinese “Il Ramo d’Oro”; la realizzazione di installazioni pittoriche ad Agosto per gli eventi culturali-musicali organizzati dal collettivo di La Spezia “Scisma”; la realizzazione di un installazione pittorica nello spazio culturale “RCA” nella città di Porto (PT), che verrà terminata a fine Settembre; la partecipazione e pubblicazione di un suo progetto artistico ad Ottobre all’interno della revista dell’associazione veneziana “Vittoriiiu.ac”.
L’artista mette al centro della propria ricerca pittorica il tema del corpo inteso come colui che sente, che porta su di sè l’esperienza e la memoria del dolore, del piacere, che invecchia, che è fragile o è resistente, ma il corpo è inteso anche come l’oggetto-simbolo attraverso il quale percepiamo il mondo. Nella pittura di Filippo Paganini la superficie pittorica diviene quindi il paradigma della tensione tra mondo reale e il mondo interiore: il colore steso sulla tela è la pelle del quadro, il confine tangibile tra dentro e fuori, tra l’ego e l’altro, presentata come pura massa, materia, come carnalità e concretezza che parla per sé.
Il progetto
Il progetto artistico qui presentato è un dittico intitolato ‘Dialogo a due’, è stato realizzato nel 2025 ed è composto da due tele di 80×100 dipinte ad olio. L’opera esprime in pieno le tematiche centrali della poetica dell’artista espresse precedentemente. Tutto nei dipinti concorre a generare dei dialoghi, a partire dallo ‘sdoppiamento’ dell’immagine, i soggetti ripetuti, l’utilizzo dei limiti del dipinto che vengono ridefiniti fino ad arrivare all’utilizzo materico del colore che vuole stimolare nello spettatore un’esperienza non solo visiva ma anche somatica ed epidermica.
Chi sono questi soggetti? Perche sono ripetuti? Stiamo vedendo la solita scena o no? Nella parte del dittico dove sono presenti due figure umane queste non sembrano veramente dialogare: esse condividono lo spazio ma sono figure giustapposte su di una superficie, quasi fossero un collage. Il riusltato è quello di corpi che stanno là, come pesi su una tela, in bilico tra l’essere una memoria lontana che ha perso concretezza e l’essere pura materia e colore. È proprio in questo spazio che viene lasciato, tra i dubbi, gli ‘errori’ e le tensioni presenti nelle tele, che si generano le domande tra l’opera e lo spettatore, il quale è chiamato a partecipare a questo dialogo.
