Giulia Candotti
Nata nel 1997 a Bruxelles e cresciuta tra Kenya e Italia, la sua arte è sempre stata influenzata da ciò che la circonda. Gli anni trascorsi all’Accademia di Belle Arti di Roma hanno segnato profondamente il suo stile pittorico, portandola ad evolvere dall’arte figurativa ad uno stile più astratto e interpretativo. Dopo aver conseguito la laurea triennale in Pittura all’Accademia, ha poi conseguito un master in Arte e Cultura all’Università di Maastricht, nei Paesi Bassi. Il suo percorso artistico ha subito una deviazione durante il master e, di conseguenza, per necessità, ha lavorato per due anni nel settore della sostenibilità/ONG/protezione ambientale. Sebbene il suo stile personale differisca tra astratto e figurativo, e abbia subito molti cambiamenti ed evoluzioni, c’è sempre una connessione con il proprio “ambiente”, sia esso interno o esterno, e con il colore. La sua arte mira a rappresentare la sua psiche e il modo in cui elabora le emozioni, rappresentandole con colori, tonalità e texture. Utilizza principalmente l’acrilico, poiché è molto versatile e quasi “indomabile”. Il suo lavoro è intrinsecamente legato alla vita, la psiche e la morte. Rappresenta il suo legame emotivo con queste tematiche, attraverso l’uso del colore e dei materiali. Tuttavia, rappresenta anche l’interconnessione tra il corpo e la mente, tra vita e morte, poiché questi concetti fanno parte della natura umana. Inoltre, spesso rappresenta elementi naturali come fiori e rami nei suoi lavori, agendo come metafore per visive per le tematiche trattate. La sua arte è stata profondamente influenzata da questi concetti, e spesso funge da mezzo per gestire il delicato equilibrio tra il proprio bisogno di apprezzare la vita e le emozioni legate alle sue esperienze.
Il progetto
Ha scelto di candidare il suo progetto più recente, che deve ancora essere completato. Si tratta di una serie di dipinti creati con acrilici, e oil stick su tela. Ogni dipinto rappresenta lo stesso vaso di fiori in momenti diversi, creati a diverse settimane l’uno dall’altro, con lo scopo di documentare il passare del tempo e la fragilità della vita. Inoltre, ogni dipinto rappresenta la psiche dell’artista in un determinato momento.
