Salabazar
Il gruppo SalaBazar nasce dal ritrovo di quattro artisti, che collaborano già da anni, a vario titolo, ma si sono costituiti come collettivo artistico intorno al progetto Chiarìa: Alice Picchiarelli e Lorenzo Pompili, autori ed attori, Luca Giordano al disegno luci e alla scenografia, e Riccardo Alvetreti, compositore delle musiche originali.
Si tratta di un sodalizio artistico con buone radici, che li ha visti negli anni lavorare insieme a progetti di natura teatrale e/o musicale, all’interno di cast diversi o più ampi. Su tutti, lo spettacolo-concerto “Chiacchiere da bar”, in scena dal 2022, con Alice Picchiarelli e Lorenzo Pompili autori ed interpreti, Luca Giordano al disegno luci e alla realizzazione delle scene, Riccardo Alvetreti tra i compositori delle musiche.
Lorenzo Pompili (attore e cantautore) e Riccardo Alvetreti (compositore e violinista), la cui collaborazione come autori di canzoni dura ininterrotta dalla prima adolescenza, in “Chiacchiere da bar” eseguivano in scena i brani inclusi, insieme ad altri musicisti.
SalaBazar vuol essere ciò che suggerisce il suo nome: sogna il teatro come incantesimo, come magia del corpo, del ritmo e della luce, di una comicità fisica e poetica che catturi chi guarda nei nervi e nell’anima, direttamente, più che nella psicologia. E sogna poi un grande luogo di scambio, un mercato variopinto, una casa che si regge sul baratto di arte ed emozioni, quale è ogni sala teatrale, e quale, chissà, potrà un giorno diventare una sua sede fisica.
Il progetto
Chiarìa – O la beffa dell’ombra è una creazione collettiva del gruppo SalaBazar. Questa la sinossi: cinque quadri autonomi di prosa si alternano ad altrettanti episodi di teatro fisico su musica. Il filo conduttore è il rapporto tra luce ed ombra, che è poi quello tra la prepotenza e la verità. Ognuno dei cinque quadri si apre con questa circostanza feroce, irresistibile: c’è una vittima e c’è un prepotente. La vittima schiva, incassa, patisce. Finché si ribella, annichilendo il suo carnefice.
Nei cinque quadri si fronteggiano di volta in volta due personaggi tipici: un direttore di banca ed una donna incinta, una vigilessa ed un musicista di strada, un ladro ed una vecchina, una perpetua ed un contadino, una turista-influencer ed un mercante. In ogni scena, il prepotente cede alle leggi della “degenerazione” comica, fino a crollare. E fuori dal guscio, di lui rimane a vista il suo dolore piccolo, il suo sogno patetico, lirico da spezzare il cuore. Viene, cioè, fatta luce sulla sua ombra, sulla sua verità intima, mentre trionfa su di lui la verità autentica degli ultimi.
Ai cinque episodi si alternano degli intermezzi musicati, che occupano lo spazio dei cambi di scena facendone una drammaturgia a sé. Un dispositivo scenico apposito, retroilluminato, trasforma in ombra il palcoscenico e tutti i suoi abitanti. Si rivelano dunque, proiettate come ombre cinesi, due sagome misteriose che s’affaccendano come impalpabili folletti della scena, modificando l’ambiente e la propria apparenza di personaggi. Nel lavorare e nell’interagire, le due creature seguono pedissequamente la musica, che le anima dall’interno, e vivono la loro storia parallela: s’incontrano, si innamorano, convivono, si scontrano. A loro è affidato il finale, ed il senso poetico del lavoro.
La scena che presenteremo includerà uno dei cinque quadri, limitandosi alla scena di prosa.
