Rebecca Matilde Garofalo
Artista visiva italiana, laureata in Pittura presso l’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova, dove prosegue la formazione specialistica, nel 2026 svolge un periodo di studi all’estero presso l’Università di Belle Arti di Siviglia.
La sua ricerca attraversa pittura, performance, video e installazione, indagando il corpo, l’identità e il gesto.
Nella sua pratica confluiscono la ciclicità e i tempi dilatati della natura, legati alla sua esperienza nella dimensione rurale, e una componente politica maturata nel confronto con lo spazio urbano.
Ha partecipato a diverse esposizioni e progetti, tra cui Posologia al Teatro Tiqu di Genova, 3 x 3 / 2 – Memoria e il Festival internazionale di performance El espacio como cuerpo politico a Siviglia. Nel 2026 l’installazione Performing Room si è classificata quarta ex equo nella sezione Arte Pubblica di “Artefici del nostro tempo”, progetto promosso dal Comune di Venezia e Fondazione Musei Civici di Venezia in occasione della 61esima edizione della Biennale, presso gli spazi di Forte Marghera, a Mestre.
Il progetto
Senza la supervisione di un adulto «Gli artisti non conoscono riposo, il settimo giorno non si dicono che la cosa è fatta. Come riconciliare l’opera d’arte ’compiuta’ con l’infinitezza dell’essere?» Anselm Kiefer È possibile realizzare un autoritratto pittorico capace autonomamente di comunicare l’identità di chi lo esegue? Il linguaggio pittorico permette di trasporre sulla tela lo stato di identità attraverso il gesto, quale atto di volontà del soggetto cosciente ad esso attribuito e che, di conseguenza, esprime il suo stato interiore sotto forma di segno, realizzando così una mediazione tra cognizione, percezione e ambiente.
L’autoritratto diviene possibile nella misura in cui il soggetto che si accinge ad eseguirlo rifiuta la natura finita dell’opera, realizzando così una serie di dipinti, ciascuno dei quali è considerato singolarmente quale trasposizione autentica dello stato di presente identitario ed, infine, come parte di un tutto nell’osservazione degli autoritratti nella loro serialità.
