CATERINA ARNO’
Caterina Arnò (Messina, 2002) è una fotografa e videomaker con base a Palermo. Dopo aver conseguito il diploma in Grafica e Comunicazione nel 2021, ha proseguito la propria formazione presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo, conseguendo nel 2025 il diploma accademico di primo livello in Fotografia. Attualmente frequenta l’indirizzo di Cinema e Video presso la medesima Accademia.
Nel corso della sua formazione e della sua attività professionale ha avuto modo di confrontarsi con la fotografia e il video in contesti differenti: dalla comunicazione pubblicitaria e dagli eventi privati alla documentazione teatrale, ai festival, ai progetti sociali e ai videoclip musicali. Ha collaborato con realtà come Palermofoto e VediPalermo e ha realizzato attività di documentazione fotografica e video per il Festival Naviganti, il FilmFestival Siciliambiente e il Teatro Ditirammu di Palermo.
La sua ricerca si sviluppa principalmente attraverso fotografia, video e installazione, concentrandosi sul rapporto tra individuo, territorio, memoria e trasformazione. Il paesaggio viene inteso come luogo in cui si depositano tracce, relazioni e forme di memoria individuale e collettiva, con particolare attenzione ai territori, alle pratiche e ai saperi tradizionali che rischiano di scomparire o di essere trasformati dai processi di modernizzazione.
Nel 2023 espone il lavoro Omeostasi e Transistasi all’interno della mostra collettiva del festival FestArt. Negli anni 2024, 2025 e 2026 partecipa alle residenze artistiche 01.RAR, 02.RAR e 03.RAR, presso Roccatederighi (GR), curate da Giorgio Barrera, prendendo parte alle relative esposizioni collettive.
Il progetto
“Attraversare la terra” indaga la persistenza della pastorizia tradizionale in Sicilia attraverso la quotidianità di Carmelo, detto Melo, nonno dell’autrice e pastore siciliano di quasi ottant’anni. Il progetto nasce dall’osservazione diretta della sua vita e dei gesti che da oltre settant’anni lo legano agli stessi sentieri, alle montagne e alle greggi del territorio di Rometta (ME).
La pastorizia, pratica di grande importanza storico-economica e parte dell’identità culturale italiana e siciliana, sopravvive oggi in un contesto segnato dall’omologazione e dall’industrializzazione agro-pastorale. La figura di Melo diventa così testimonianza di un sapere tramandato per generazioni e, allo stesso tempo, di una pratica che rischia di non trovare più spazio nel presente.
Attraverso la fotografia, il lavoro riflette sul rapporto tra individuo, territorio, memoria e trasformazione, interrogandosi su ciò che accade quando un modo di vivere e un sapere radicato nel territorio sono costretti a confrontarsi con il cambiamento. Il progetto è un ongoing project e assume la vicenda familiare come punto di partenza per una riflessione più ampia sulla perdita e sulla trasformazione dei paesaggi e delle pratiche che li hanno abitati.
