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Alessia Nicoletti

Alessia Nicoletti è una designer multidisciplinare il cui percorso creativo si snoda all’intersezione tra moda, arti visive e comunicazione digitale. Formatasi con una laurea in Fashion Design, ha sviluppato fin dai suoi studi una profonda sensibilità per la costruzione sartoriale, la ricerca tessile e la sperimentazione estetica, mostrando sin da subito un forte interesse per i processi di upcycling, il mondo del second hand e l’influenza delle mode underground, in particolare legate alla sottocultura grunge.

Il suo eclettismo l’ha portata ad ampliare rapidamente i propri confini espressivi, avvicinandosi al mondo della grafica e della fotografia. Questa fusione di linguaggi le ha permesso di sviluppare una visione visiva completa, capace di curare l’identità di un progetto dall’ideazione del capo fino alla sua resa d’immagine.

Tra le tappe fondamentali del suo percorso spicca la selezione e la partecipazione al Fashion Graduate Italia, prestigiosa vetrina in cui ha presentato la sua collezione sfilando su una passerella di rilievo nazionale e internazionale.

Forte di un’identità visiva versatile, ha successivamente intrapreso una carriera come Social Content Creator e Content Strategist, coniugando l’estetica pura alle dinamiche della comunicazione contemporanea. Oggi traduce il suo background eclettico nella creazione di strategie d’immagine, visual storytelling e collezioni moda dove sartorialità, attitudine underground e narrazione digitale dialogano in perfetta armonia.

Il progetto

Una collezione che nasce nel punto esatto in cui la crescita diventa tensione. Transitional Bodies è un’indagine sul momento in cui ci si trova tra l’urgenza di maturare e il bisogno di non dimenticare chi si è stati. È una collezione costruita sull’equilibrio sottile tra rigore e ribellione; tra eleganza e grunge. Ogni capo è frutto di un processo di upcycling emozionale: camicie a quadri di seconda mano, frammentate e riassemblate in una diversa grammatica visiva. Il patchwork che ne deriva non è solo estetico, ma narrativo: racconta di identità stratificate, di errori che diventano stile, di crescita come atto di sottrazione e aggiunta. I volumi oscillano tra forme contenute e slittamenti improvvisi, tra tagli netti e aperture inaspettate. La palette è autentica, materica, senza artifici. Ogni cucitura è visibile, dichiarata. Ogni asimmetria è scelta. Transitional Bodies non rincorre un tema, ma incarna un passaggio: quello tra ciò che si deve essere e ciò che si è. Una giacca può suggerire autorità e nascondere dentro un’anima punk. Un patchwork può dire più di un logo. Un abito può essere un compromesso consapevole tra l’adattarsi e il resistere

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