Alessia Monfroni
Nata a Carrara nel 1994, Alessia Monfroni vive e lavora in Toscana. Si forma presso il Liceo Artistico di Carrara e prosegue gli studi all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove consegue il Diploma di I livello in Pittura e il Diploma di II livello in Arti Visive e Nuovi Linguaggi Espressivi, indirizzo Pittura.
La sua ricerca si sviluppa principalmente attraverso l’acquerello e il pastello, in un linguaggio sospeso tra paesaggio e dimensione interiore. Natura, solitudine, fragilità e trasformazione sono temi ricorrenti, affrontati attraverso immagini essenziali e atmosfere rarefatte.
Le opere nascono da velature leggere e stratificazioni cromatiche, dove il segno, sobrio e preciso, emerge dalla trasparenza. Paesaggi intimi, figure sospese e oggetti simbolici costruiscono scenari silenziosi, attraversati da una tensione tra immobilità e cambiamento.
Un elemento ricorrente nella sua ricerca è la palma, intesa come immagine di isola, rifugio e rinascita: talvolta resiste alla tempesta, talvolta nasce da ciò che è morto, trasformando la fragilità in possibilità.
Vive la propria pratica artistica nello Studio 10, a Carrara. Accanto alla ricerca artistica, è docente di Arte e Immagine nella scuola secondaria.
Il progetto
Il progetto si concentra sulla riflessione della fragilità dell’esistenza, intesa come condizione universale e inevitabile. Le opere mettono in scena ambienti sospesi, spesso riconducibili a paesaggi naturali o mentali, in cui elementi simbolici dialogano tra loro in un equilibrio instabile.
Oggetti quotidiani, presenze animali e forme vegetali emergono in spazi rarefatti, generando narrazioni aperte e ambigue. In queste immagini, la vita si manifesta come evento delicato e inatteso, ma sempre esposto a una possibile trasformazione o dissoluzione.
Il progetto non racconta una storia lineare, ma costruisce un sistema di relazioni visive e poetiche in cui lo spettatore è chiamato a riconoscere tensioni sottili: tra crescita e perdita, tra quiete e minaccia, tra permanenza e scomparsa.
