Rebecca Lanzoni
Rebecca Lanzoni è una danzatrice e coreografa contemporanea italiana. Inizia a danzare all’età di dieci anni e sviluppa nel tempo una ricerca incentrata sulla capacità del corpo di comunicare oltre le parole, tra fisicità, ascolto e trasformazione.
Dal 2018 collabora con COD Danza, sotto la direzione di Chiara Olivieri, e dal 2022 intraprende il percorso come danzatrice freelance, partecipando a produzioni quali Mythos del duo Flockworks e Microdanze di Aterballetto.
Parallelamente sviluppa un percorso autoriale. Nel 2022 crea il dance film String Quartet No.
V, vincitore della Menzione Speciale al Premio Interfaccia Digitale – Hangartfest. L’opera viene successivamente selezionata e presentata in numerosi festival internazionali, tra cui Kitoki (Belgio, 2025), Zêzere Cinedança Festival (Portogallo, 2023), Cinedanza Festival (Modena,2023), Dance Days Chania 13 (Grecia, 2023) e Quinzena de Dança de Almada (Portogallo, 2023). Nello stesso anno realizza il solo MetaForma, finalista tra le sei migliori coreografie del Premio Roma Danza XX.
Nel 2024 firma le coreografie e interpreta una performance site-specific a Oval Lingotto di Torino per il brand döTERRA. Successivamente vince la vetrina coreografica CORPOUNICO con il suo solo atto II, presentato a Palazzo Te di Mantova. Nel 2025 è protagonista del video promozionale di Panasonic Lumix.
Diplomata con il massimo dei voti in Tecniche della Danza Contemporanea presso il Liceo Musicale e Coreutico di Mantova, conclude nel 2022 il percorso di alta formazione professionale presso Studio XL – International Contemporary Dance Education di Reggio Emilia.
La sua pratica si muove tra danza, ricerca e composizione, in un equilibrio costante tra controllo e abbandono, struttura e istinto, dove il movimento diventa uno spazio di ascolto, trasformazione e necessità.
Il progetto
MetaForma atto II kri:tse Allison è un viaggio nella metamorfosi di un corpo adolescente, sospeso tra ciò che è e ciò che ancora non sa di poter diventare.
Allison ha 17 anni. È un pensiero sfocato, una presenza che fatica a riconoscersi nel proprio corpo e nel mondo in cui appare. Cresce, cambia, si trasforma continuamente, attraversando una materia che percepisce a tratti come estranea, quasi fosse una prigione di carne.
A volte scompare per pochi istanti, si allontana dal proprio corpo e lo osserva dall’alto, come una proiezione, cercando una distanza da cui poterlo comprendere. In questo spazio sospeso attraversa altri universi, sensazioni e possibilità.
A richiamarla è una voce lontana, quasi impercettibile. Una voce che risuona nei pensieri e nella materia, evocando sensazioni già incontrate sulla pelle. Non sa a chi appartenga:
forse a qualcuno della sua famiglia, forse a un amore ancora sconosciuto. Sa soltanto che quella voce la conosce, perché pronuncia il suo nome.
Attraverso un unico flusso ininterrotto di movimento e racconto, Allison attraversa un processo di trasformazione in cui corpo e identità si modificano, si dissolvono e si ricompongono.
La metamorfosi, dal greco μεταμόρφωσις, «trasformazione della forma», diventa così non soltanto un cambiamento fisico, ma un passaggio: dal non riconoscersi al percepirsi, dal guardarsi da fuori al tornare dentro il proprio corpo.
