Paola Beatrice Ortolani
SOLO IL MARE Paola Beatrice Ortolani nasce a Napoli e si laurea in Fotografia, Cinema e Televisione all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Inizia il suo percorso professionale come fotografa e videomaker, per poi specializzarsi come operatrice alla camera e operatrice video subacquea. Nel 2021 scrive e dirige il suo primo cortometraggio, Mami Wata, selezionato in 35 festival nazionali e internazionali e vincitore di numerosi riconoscimenti, tra cui il Primo Premio Young & Short – Multicultural alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il Best Short Drama al Procida International Film Festival e il Best Cinematography al Cine Circle Women’s Film Festival di Londra. Nel 2022 fonda Sevenhalf Lab, casa di produzione cinematografica indipendente con sede a Napoli, dedicata allo sviluppo di opere legate al cinema del reale, alle tematiche sociali e all’ambiente. Nel 2023 dirige Fratelli di carne, vincitore del Best Drama al Mumbai Entertainment International Film Festival 2024. Parallelamente sviluppa la propria attività come produttrice e direttrice di produzione. Nel 2025 dirige Macbeth – Cuore nero, documentario realizzato nella Casa di Reclusione di Arienzo e distribuito su Prime Video, vincitore, tra gli altri, del Premio Miglior Documentario Italiano al Festival Internazionale del Cinema di Salerno, del Premio del Pubblico al River Film Festival e del premio “Prison movie” al Festival internazionale di Olsztyn. Nel 2026 scrive e dirige Solo il mare, cortometraggio ispirato alla storia del sommergibile italiano Velella, sostenuto dalla Film Commission Regione Campania e dal Ministero della Cultura. Parallelamente conduce laboratori di cinema e scrittura nella Casa di Reclusione di Arienzo, dove sta realizzando Ananta – Il tempo sospeso, documentario partecipativo sviluppato insieme alle persone detenute e sostenuto dalla Film Commission Campania e da Mediaset Infinity.
Il progetto
Il suono improvviso di un’esplosione squarcia il silenzio del mare. Nelle profondità, Mario, un giovane ufficiale, si dibatte sott’acqua, ferito e in cerca disperata di aria. Il suo corpo lotta contro l’oscurità mentre l’acqua lo avvolge, fino a inghiottirlo. L’indomani mattina, Mario viene trovato privo di sensi sulla spiaggia da Giovanni, un pescatore del luogo, che lo trasporta nella sua modesta dimora per prestargli soccorso. È qui che il giovane inizia un lento percorso di guarigione, fisica ed emotiva, assistito con premura da Giovanni e accudito con delicata attenzione dalla figlia Emilia. In quella casa affacciata sul mare, lontano dal fragore della guerra, Mario trova un fragile rifugio e in Emilia una presenza capace di comprendere il peso del suo dolore. Tra i due nasce un legame silenzioso e profondo, fatto di piccoli gesti e parole non dette. Il mare, presenza costante e misteriosa, accompagna questo racconto, custodendo non solo ciò che è accaduto, ma anche ciò che non ha avuto il tempo di esistere. Una storia di amore mancato e di vite interrotte, un’immersione nel confine sottile tra memoria, sogno e destino.
