Giulia Frump
Giulia Frump (Milano 09/06/97) si avvicina alla fotografia analogica negli gli anni del liceo, trovando il proprio linguaggio espressivo nella matericità della pellicola, ponte concreto tra immagine e presenza.
La sua poetica si sviluppa attraverso un percorso che esplora il legame profondo tra l’essere umano e il mondo naturale, intrecciando narrazioni tra realtà e accettazione dell’imperfezione che ne consegue.
La pelle, punto di contatto tra interno ed esterno, diventa la tela vivente su cui tesse storie che danno vita a un racconto collettivo sull’autenticità dell’essere umano, unico e irripetibile, e al tempo stesso parte di un tutto condiviso. La sua laurea in conservazione e valorizzazione dei beni culturali contribuisce alla sua visione.
Giulia sperimenta con la chimica fotografica a servizio del racconto, lasciando che ogni esperienza influenzi la sua visione e interpretazione.
Il progetto
EcoEsistenze EcoEsistenze è un progetto che esplora la coesistenza tra il mondo naturale e gli esseri umani.
Attraverso una tecnica che riprende il valore più artigianale della fotografia, vengono presentate fotografie di un mondo immaginario e fantastico, in cui però nulla è surreale.
Le foto sono state realizzate con un processo simile alla doppia esposizione, ma con una base strettamente manuale: partendo da fotografie analogiche, sono state realizzate stampe su carta riciclata, sulle quali sono stati messi in dialogo elementi naturali, per poi essere riscattati nella nuova unione, creando un nuovo mondo dove uomo e natura sono una cosa sola.
La fotografia non ha come unico scopo quello di rappresentare la realtà, può divenire uno strumento di denuncia e di creazione. Non si tratta quindi solo di affrontare il discorso ecologico in anni di forte crisi climatica, ma anche un tentativo di riportare la fotografia a un valore più artigianale e legato alla manifattura, in contrasto col crescente utilizzo dell’intelligenza artificiale. La luce illumina e dà vita a queste nuove creature, in cui regna pace e armonia.
