Francesco Guarnori
Francesco Guarnori (classe 1990) si forma al Centro Sperimentale di Cinematografia, specializzandosi in regia in ambito pubblicitario, per poi lavorare con diversi brand, agenzie, case di produzione e realtà editoriali: che si tratti di spot o branded content, il suo focus rimane lo storytelling. La webserie Reparto Genesi, che firma con il collega Alessandro Marin, vince agli NC Digital Awards come Miglior Digital Branded Content. Il suo cortometraggio L’uomo che uccise James Bond ottiene un discreto successo nel circuito festivaliero (conquistando, tra gli altri, il Best European Comedy Short al London Worldwide Comedy Short Film Festival, oltre ad altri riconoscimenti all’Adriatic Film Festival, all’As Film Festival e al Comicron Film Festival): è ora disponibile su Prime Video e WeShort.
Il progetto
Corrado Picariello, ex comico televisivo, oggi lavora in anonimato presso la Speech Fake, una startup che, tramite ologrammi, offre la possibilità di incontrare chiunque si desideri. Indossando una tuta da Motion Capture, Picariello cancella quotidianamente la propria identità per dare vita a decine di personaggi diversi. Ma quando un nuovo incarico lo costringe a confrontarsi con un fantasma del suo passato, sarà costretto a interpretare l’unico ruolo che teme davvero: sé stesso. Il Colore del Camaleonte nasce da una riflessione sul rapporto tra finzione e verità: su come spesso usiamo la prima per nasconderci dalla seconda; e su come a volte un’illusione possa paradossalmente permetterci di accedere a una verità emotiva che la realtà nega. Così Picariello, pur di sfuggire al proprio passato, sceglie di rifugiarsi nei personaggi che interpreta, trasformando il suo lavoro di Speech Faker in un meccanismo di rimozione. Al contrario, i suoi clienti pagano per vivere incontri impossibili, artificiali, ma emotivamente autentici: attraverso la finzione riescono finalmente a dire e a sentirsi dire ciò che nella vita reale non hanno mai avuto il coraggio di affrontare. Un’esperienza finta, ma non falsa. Come il cinema, d’altronde
