Bianca Serena Truzzi
Bianca Serena Truzzi è danzatrice, performer, coreografa e insegnante di danza contemporanea.
Si forma presso la Formazione ModenaDanza de LaCapriola di Modena, approfondendo lo studio della danza classica e contemporanea.
La sua formazione attraversa inoltre linguaggi di contaminazione, improvvisazione, urban, Gaga e acrobatica, attraverso l’incontro con diversi artisti e coreografi della scena contemporanea e non solo. Lavora come danzatrice e performer in progetti e produzioni di ricerca come Collettivo Lumina (2023/25) e Vista17 Dance & Creations (2025/26), prendendo parte alla creazione e alla messa in scena di diverse opere.
Parallelamente sviluppa una ricerca personale come autrice e coreografa, realizzando performance e lavori coreografici. La sua ricerca nasce dall’incontro tra corpo, memoria, materia e parola e indaga la dimensione fisica ed emotiva dell’esperienza. Attraverso il movimento esplora ciò che il corpo conserva, modifica e restituisce, dando forma a immagini, sensazioni e frammenti di vissuto. Nel suo lavoro la danza diventa uno spazio di ascolto e ricerca, in cui gesto, presenza e relazione costruiscono nuove possibilità di significato.
Il progetto
After the Tone
After the Tone nasce da una domanda: cosa rimane di ciò che abbiamo vissuto quando il ricordo, attraversato dal tempo, perde la sua forma originaria e continua a riscriversi dentro di noi?
La memoria abita il corpo e la mente come una materia viva: conserva, altera, confonde, riemerge. Ogni ritorno porta con sé una mobile configurazione del passato; un’immagine può diventare gesto, una voce può trasformarsi in eco, una presenza può sopravvivere nella forma di una sensazione.
Al centro dello spazio, uno sgabello diventa il luogo fisico di questa relazione invisibile.
È appoggio e ostacolo, presenza e traccia, interlocutore silenzioso. Il corpo lo cerca, lo attraversa, lo sposta, lo imita. Ne percorre la forma come si percorre un ricordo: per frammenti, per prossimità, attraverso ciò che affiora e ciò che sfugge.
Una chiamata apre e ritorna come un filo sotterraneo. La voce cerca, chiede ascolto, lascia emergere il desiderio di una parola rimasta sospesa. Il messaggio si frammenta, la stessa voce si altera, la distanza si fa sempre più sottile e profonda.
After the Tone si muove in quello spazio fragile in cui memoria e oblio si toccano, interrogando ciò che rimane quando una storia giunge alla sua soglia: una traccia, un gesto, un nome, una possibilità di continuare, fino a quando ciò che è stato può trovare una nuova forma dell’abitare.
