SIKÈ MOVEMENT
Sikè Movement è un collettivo artistico nato in Sicilia dall’incontro di due artiste trapanesi, con l’obiettivo di fare della Sicilia un punto di partenza per una ricerca capace di dialogare con la scena nazionale e internazionale.
Il collettivo indaga il movimento corporeo come strumento di ricerca, relazione e trasformazione, muovendosi tra performance dal vivo, screendance, eventi, workshop e collaborazioni interdisciplinari. Il lavoro nasce dall’incontro tra danza, paesaggio, memoria e altre forme d’arte, coinvolgendo musicisti, performer, videomaker e artisti provenienti da diversi background.
Il nome Sikè, radicato in Sikelia, richiama l’identità siciliana e il desiderio di creare una realtà artistica profondamente connessa al proprio territorio, capace al tempo stesso di attraversarlo e superarne i confini.
Nel campo della screendance, Sikè Movement ha ottenuto la selezione ufficiale al festival Interfaccia Digitale di Pesaro con Arianna (2023), la menzione speciale al The Dancers Short Film Festival di Londra e la nomination come Best Dance all’UK Fashion Film Festival di Londra con KAOS (2025).
Il collettivo sviluppa inoltre collaborazioni con realtà artistiche e culturali, tra cui il Teatro Equestre Cimarosa, integrando nella propria ricerca elementi come il cavallo e il fuoco e partecipando a eventi nazionali e internazionali, tra cui il G7 e Gather by Vanity Fair.
Sikè Movement è fondato e diretto da Mariele Chiara e Alessandra Lamia, ballerine e coreografe con una formazione internazionale e un percorso professionale tra Italia, Paesi Bassi, Regno Unito e Malta.
Il progetto
– KAOS KAOS è un cortometraggio di danza che esplora la natura primordiale del desiderio attraverso l’immaginario della mitologia greca.
In un paesaggio sospeso tra realtà e dimensione onirica, le figure di Poseidone, Afrodite e Demetra si incontrano in un intreccio di attrazione, passione e conflitto.
Il corpo diventa il luogo in cui queste forze prendono forma: desiderio, piacere, possesso, amore e distruzione si manifestano attraverso una danza fisica e imprevedibile.
Il progetto indaga il caos come condizione originaria, non come semplice assenza di ordine, ma come energia capace di generare e distruggere allo stesso tempo.
Il fuoco rappresenta la passione, l’impulso e la trasformazione; la terra richiama invece il radicamento, l’origine e l’inevitabilità dei legami.
Attraverso una dimensione corale, i corpi entrano in relazione dando vita a dinamiche che superano le convenzioni e mettono in discussione i confini dell’amore e del desiderio.
La relazione tra i protagonisti assume così una forma fluida e mutevole, in cui attrazione e repulsione, armonia e dissonanza convivono continuamente.
La danza diventa un processo di creazione e disgregazione: i corpi si cercano, si sostengono, si attraversano e si respingono, seguendo le leggi imprevedibili di un universo senza regole.
Nel crescendo finale, questa tensione esplode in un vortice di corpi, elementi e impulsi, fino a dissolvere ogni distinzione tra individuo e collettività, ordine e disordine.
KAOS si conclude in una sospensione, lasciando lo spettatore immerso nella potenza ambigua di un mondo in cui la bellezza nasce proprio dall’instabilità e dall’imperfezione.
