Federica Marchitelli
Federica Marchitelli inizia il suo percorso nell’oreficeria nel 2016, studiando alla Art University of Bournemouth mentre vive nel Regno Unito, sostenendosi come cameriera durante il suo anno sabbatico.
Torna poi in Puglia, sua terra madre, dove muove i primi passi pratici nei laboratori orafi locali, prima di vincere una borsa di studio al 100% presso la scuola Le Arti Orafe di Firenze.
In città lavora come orafa in bottega e poi come modellista di accessori e bigiotteria per l’alta moda, misurandosi con gli standard più esigenti del lusso, mentre nel proprio studio coltiva una produzione di gioielli su commissione.
Nel 2023 intraprende gli studi di Design del Gioiello all’Accademia Italiana di Roma, dove si laurea nel giugno 2026.
La sua ricerca trova riconoscimento in esposizioni internazionali di gioiello d’arte: Roma Jewelry Week e Digital Jewelry Week (2024), Osmosis by All FAD, Felliniana a Parigi e GemeGenève (2025), fino alla finale di Madridjoya Designers (2026).
Il suo gioiello è narrativo e scultoreo, attento all’ambiente, radicato in una ricerca che unisce arte e filosofia. Attinge immaginari dal cinema, dall’architettura, dalla natura e dai decori delle anfore greco-romane con lineamenti e corpi umani, affascinata dal corpo e dalle maschere come soglie tra identità e trasformazione.
Ama accostare metalli e pietre per il loro significato: ogni combinazione diventa un piccolo amuleto contemporaneo, richiamando la funzione ancestrale del gioiello come talismano.
Il progetto
“DANZA AEREA”
Danza Aerea nasce dall’immaginario felliniano e dal circo come metafora dell’esistenza: un luogo sospeso, dove leggerezza e vertigine convivono, e dove ogni gesto — come quello dell’acrobata sul trapezio — è insieme rischio e grazia.
La collezione traduce questa tensione in un vocabolario di gioiello che attraversa quattro pezzi, ciascuno un diverso istante del volo. Il collier apre la narrazione con forme fluide e sospese che richiamano il movimento del corpo nell’aria: i suoi moduli, rivettati tra loro, permettono una doppia vita — collier a V o girocollo classico — proprio come un’acrobata che cambia continuamente forma nel proprio movimento.
Gli orecchini scultorei raccolgono lo stesso slancio in una dimensione più intima, sospesi al lobo come piccoli trapezisti in equilibrio. L’anello ne cristallizza il gesto in un singolo punto fermo, un fotogramma isolato dal continuo movimento della pista. I gemelli, infine, spostano lo sguardo dallo spettacolo al legame: pensati per l’uomo mentre la donna indossa collier e orecchini, richiamano la stessa figura acrobatica come filo che unisce due corpi — due metà di uno stesso volteggio.
Realizzata in bronzo dorato, corallo, quarzo rutilato e zirconi cubici, l’intera collezione gioca sulla dualità e sulla trasformazione — un richiamo, anche junghiano, al mutamento come parte necessaria del percorso, dell’oggetto così come di chi lo indossa.
