FRANCESCA FORMISANO
Francesca Formisano è una fotografa e artista visiva nata a Roma, città dove vive e lavora. La sua pratica artistica si concentra sul concetto di abitare, inteso come relazione profonda tra il corpo e lo spazio.
Attraverso il ritratto, l’autoritratto e la sperimentazione con il collage, Francesca indaga la dimensione intima dell’identità, della presenza e dell’appartenenza. La fotografia e la contaminazione tra i media visivi diventano così strumenti di ricerca e riflessione concettuale.
Dopo la formazione triennale presso la Scuola Romana di Fotografia (2009–2011), il suo percorso si è consolidato con la masterclass “Visioni del Presente” condotta da Lina Pallotta (2025–2026). Con il progetto “Le crepe sono per l’oro” vince nel 2026 la residenza artistica sul Monte Lagazuoi (2.752 m). I lavori realizzati saranno presentati nell’ imminente mostra di apertura sul Lagazuoi e alla Bolzano Art Week (BAW) presso il Castel Hörtenberg.
Il progetto
Le crepe sono per l’oro
La prima relazione di cura è stata il luogo attraverso cui l’artista ha costruito la percezione della propria identità; uno spazio di riflesso e riconoscimento in cui ha imparato a vedersi attraverso lo sguardo materno.
Crescere all’interno di una comunicazione emotiva fragile e spesso silente ha generato una sensazione di distanza, come se si trattasse di vite parallele incapaci di incontrarsi davvero.
Il progetto fotografico nasce dal desiderio di osservare e attraversare questo legame complesso, fatto di vicinanza e assenza, cura e smarrimento.
Attraverso la fotografia, l’artista indaga gli spazi di silenzio e disconnessione emotiva, costruendo immagini che oscillano tra intimità, vulnerabilità e senso di estraneità. Le fotografie diventano un archivio emotivo frammentato, in cui esperienza personale e dimensione simbolica si intrecciano, diventando uno spazio di confronto tra corpo, memoria e appartenenza.
“Le crepe sono per l’oro” è un progetto fotografico in bianco e nero che, attraverso una selezione di immagini estratte da un corpo di lavoro più ampio in corso di sviluppo, esplora la ferita relazionale e la sua possibile, preziosa trasformazione.
