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Premio MArteLive 2011 - Industria Indipendente

Il prossimo 26 marzo il Teatro Ambra alla Garbatella ospiterà lo spettacolo Crepacuore della compagnia INDUSTRIA INDIPENDENTE vincitrice MArteLive 2011 e del Premio MArteLive Teatro 2011.

Produzione: Industria Indipendente
Titolo opera: Crepacuore
Drammaturgia originale: Erika Z.Galli
Con: Diletta Acquaviva
Regia: Martina Ruggeri
Produzione esecutiva: Elena Muratore


SINOSSI “CREPACUORE”

“Mia madre diceva sempre Marì impara il cuore e mettilo da parte, non si sa mai che un giorno ti serve veramente.”

Lo spettacolo nasce dalla volontà di raccontare una storia semplice, come tante se ne possono sentire, ma dal punto di vista di chi l’ha vissuta mostrando sempre coraggio e naturalezza. Il monologo racconta le vicende della giovane Maria, ragazza pugliese alle prese con le maldicenze del paese, con i cattivi che “mangiano disprezzo e vomitano disprezzo”, attraverso un linguaggio scarno e senza ombre. Una ragazza è al centro della storia, cresciuta in una “buona”famiglia, educata all’amore libero, una sognatrice dei tempi moderni, talvolta troppo ingenua ma sempre pur appassionata. 


NOTE DI REGIA.

“Sappiamo vivere in questo mondo solo perché ci siamo nati.”

Per questo testo abbiamo lavorato in maniera inversamente proporzionale al progetto di messa in scena: partendo dai movimenti corporei, atti a sviluppare il carattere della protagonista, il suo stile di vita, le sue passioni e il mondo intorno abbiamo cristallizzato tutto in uno scatto, un frame capace di riavvolgersi e ripartire. Una sedia, l’interprete e tre fotografie di cadaveri ci parlano sul palco assieme alla protagonista, svelando e anticipando gli aspetti più duri di una tragedia raccontata tramite lo sguardo innocente di Maria. L’immagine dei componenti della famiglia della protagonista, morti ammazzati da un mondo che non accetta la loro diversità ,conduce lo spettatore all’interno di una scena del crimine, dove la giovane Maria ripercorre l’ultima nottata della sua vita. La volontà registica delle posizioni sceniche, talvolta marcate dalla assoluta mancanza di movimento, ricalcano la semplicità del linguaggio e dell’espressività interpretativa. Una storia di prostitute educate alla prostituzione che quasi appare romantica e distante dagli espliciti episodi scabrosi dei giorni d’oggi, sempre più disaster movie da rotocalchi mattutini.

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